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Libdemsupalpino Gian Contardo Colombari
Il sonno dell'eroe
post pubblicato in Diario, il 23 febbraio 2015

      Al Père Lachaise, fra altri Grandi, egli riposa sotto uno strato di ghiaia rinchiusa da bassi listelli di marmo: semplice sepolcro, sobrio come la sua patria subalpina.

      E ghiaia sono i suoi scritti, limpidi e chiari, che luce di pensiero offrono non solo se letti nel loro insieme ma anche se presi nella mano della mente un sassolino alla volta, ognuno contenente il dna della sua virtù e della sua intelligenza.

      I suoi scritti sono un'immensa eredità, che mai andrà persa, patrimonio di cultura e di intransigente civismo che mai sarà diviso, disperso, e che sarà condiviso da tutti i seguaci dell'idea liberale.

      Coraggioso testimone di virtù e libertà: la sua forza era l'intelletto, la sua arma era la penna.

      Il suo sacrificio rimanga nella memoria dei pochi che oggi ancora resistono e continui ad ardere come eterea fiamma eterna nelle anime giuste e nobili, nelle menti di chi è ancora moralmente vivo.


      Alla memoria di Piero Gobetti.

"Socialismo liberale" di Carlo Rosselli
post pubblicato in Diario, il 27 novembre 2013
      La figura, la luminosa figura di Carlo Rosselli non ha bisogno di essere ricordata o, per meglio dire, non avrebbe bisogno di essere ricordata se il nostro Paese non stesse da anni ricadendo in quell'oblio della Storia che non mai ha prodotto qualcosa di buono.
      Vittima con il fratello Nello dell'agguato in cui morirono trucidati dai sicari di Mussolini, Carlo Rosselli è una figura di spicco dell'antifascismo italiano.
      Non solo per la sua fulgida aura di martire della libertà ma anche per le sue doti di intellettuale.

      La sua opera più famosa, "Socialismo liberale", è stata a suo modo profetica. In essa, infatti, Carlo Rosselli preconizza quello che si sta rivelando il destino della Sinistra europea dopo il crollo del Muro di Berlino: la convergenza del socialismo e del liberalismo in un'unica corrente di pensiero.
     Solo un ottuso, al giorno d'oggi, potrebbe negare che i partiti socialisti e socialdemocratici abbiano acquisito molti tratti liberali. Non solo. Di fatto, soltanto quei partiti del P.S.E. che hanno adottato spunti programmatici liberaldemocratici sono andati al governo e hanno governato bene, con efficaci riforme: si pensi a Blair in Gran Bretagna, a Schroeder in Germania e allo stesso Zapatero in Spagna, tanto alternativo sui diritti civili e sulla laicità quanto liberale in economia.
      Al contrario, ogni volta che i partiti socialisti europei hanno abbandonato l'alveo liberale tracciato tanti decenni fa da Carlo Rosselli, sono stati sconfitti.

      Vi è un altro aspetto importante in "Socialismo liberale": la prima parte di questo saggio è una delle più lucide e serrate critiche, direi addirittura stroncature, del marxismo.
      Come Carlo Rosselli dimostra in modo inequivocabile, l'assurdità teoretica del marxismo è stata dimostrata addirittura dai più diretti successori di Marx, i quali, nonostante fossero partiti mossi dal fine di dimostrare la validità di tutte le asserzioni marxiane e la loro fedeltà al filosofo di Treviri, giunsero a risultati che, di fatto, smentirono molte delle elaborazioni teoretiche di Marx.

      "Socialismo liberale", dunque, è un saggio che andrebbe riscoperto per chiunque abbia voglia di comprendere appieno il colossale fallimento delle filosofie e delle politiche che si sono ispirate a Marx.
      E anche per chiunque voglia costruire l'unica Sinistra possibile in Paesi economicamente e culturalmente avanzati e, diciamolo pure, capitalisti: la Sinistra liberale.


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